Gliomi


I gliomi sono tumori che originano dalla cellule che costituiscono la struttura di supporto dei neuroni, ovvero alternativamente dagli astrociti, dagli oligodendrociti o dalle cellule ependimali. Nel contesto dei tumori primitivi del sistema nervoso centrale sono relativamente frequenti, rappresentando più della metà dei casi (55%). In quanto lesioni intrinseche al tessuto cerebrale sono detti tumori intra-assiali. Coinvolgono principalmente la sostanza bianca, ma spesso si estendono anche alla sostanza grigia (corteccia cerebrale e nuclei della base).

Classificazione

I gliomi più comuni sono gli astrocitomi, tumori che originano dalle cellule della linea astrocitaria (astrociti). In ordine di frequenza decrescente, ci sono gli oligodendrogliomi, che originano dalle cellule oligodendrogliali (oligodendrociti) e, infine, gli ependimomi, che originano invece dalle cellule ependimali, rivestimento cellulare delle cavità ventricolari (ventricoli cerebrali). La morfologia e le caratteristiche genetiche di ciascun tipo di glioma sono peculiari del singolo sotto-tipo di tumore.

E’importante sottolineare una prima suddivisione morfologica in seno alla famiglia dei gliomi, basata sul comportamento più o meno infiltrativo nei confronti del tessuto cerebrale: gliomi circoscritti e gliomi diffusi. I gliomi circoscritti, sono un’entità patologica rara, includono l’astrocitoma pilocitico, lo xantoastrocitoma pleomorfo e l’astrocitoma sub-ependimale a cellule giganti; i gliomi diffusi includono invece l’astrocitoma fibrillare, l’astrocitoma protoplasmico e l’astrocitoma gemistocitico. Sfortunatamente, la maggior parte dei gliomi presenta caratteristiche di alta diffusione della patologia nella sostanza bianca (infiltrazione). Questo rende particolarmente complessa la loro exeresi radicale con la  chirurgica.

Attualmente sempre un maggiore peso sta acquisendo la definizione di alcune caratteristiche molecolari come ad esempio lo stato di metilazione del gene MGMT, la mutazione del gene IDH-1, IDH-2, ATRX, la perdita di eterozigoti 1p19q e l’espressione di un gene che sopprime il tumore, il gene p53. Altri indicatori fondamentali sono l’indice mitotico (ki67). Questi sono indicatori ormai validati della prognosi della malattia. in particolare l’assenza di metilazione del gene MGMT, così come l’assenza di mutazione dei geni IDH-1, IDH2, (definita IDH wild-type), l’eterozigosi 1p19q, insieme alla mutazione del gene p53 e l’elevato indice mitotico (ki67) sono predittivi di una prognosi più severa, per cui in alcune circostanze i pazienti devono essere trattati con approcci specifici.

Gradi di aggressività biologica

Per la graduazione “grading” (di malignità) dei tumori del SNC nel tempo sono stati suggeriti diversi sistemi. Dal 1993 il sistema di classificazione a 4 gradi proposto dalla World Health Organization (WHO) è risultato il più largamente accettato e diffuso. Si basa su quattro caratteristiche istologiche che ne conferiscono crescente aggressività biologica: atipia nucleare (pleomorfismo), presenza di mitosi, proliferazione endoteliale (neoangiogenesi), necrosi.

Nella letteratura si usa la dicitura “glioma di basso grado” (low-grade glioma, ovvero l’acronimo LGG in inglese) ad indicare tumori gliali di WHO-grade I e II; mentre si usa “glioma di alto grado” (high-grade glioma, HGG) ad indicare tumori della glia di grado III e IV.

GLIOMI A BASSO GRADO

GLIOMI AD ALTO GRADO