Gliomi a basso grado

Gliomi a basso grado


Sono gliomi a basso grado gli astrocitomi circoscritti e l’astrocitoma diffuso di grado II. I tumori circoscritti comprendono l’astrocitoma pilocitico (con la variante pilomixoide), l’astrocitoma sub-ependimale a cellule giganti e lo xantoastrocitoma pleomorfo.

Si tratta di tumori poco comuni, a istologia benigna, e guaribili molto spesso con la sola resezione chirurgica. Anche se l’escissione dovesse essere incompleta (per vari motivi), il tumore può rimanere indolente ed essere trattato con successo con radioterapia.

Nei rari casi in cui il trattamento locale fallisca si ricorre al trattamento sistemico della chemioterapia, la cui portata però non è unanimemente riscontrata in letteratura. Caratteristiche per una prognosi favorevole includono una più giovane età alla diagnosi, grandezza del tumore inferiore a 5 cm e, se possibile, resezione estesa della neoplasia. Nonostante il loro corso relativamente indolente, parte di questi astrocitomi può evolvere verso lesioni più anaplastiche.

Clinica

I pazienti con presentano di solito crisi epilettiche, deficit neurologici focali, cefalea, deficit focali, alterazioni cognitive.

L’età media alla diagnosi è di circa 45 anni (pazienti giovani). La maggior parte dei pazienti con astrocitomi diffusi sono giovani adulti (terza e quarta decade di età) che tipicamente accusano attacchi epilettici.

Diagnosi

  • Alla TC gli astrocitomi diffusi di grado II appaiono come lesioni molto simili per caratteristiche radiologiche al tessuto sano, ovvero a bassa attenuazione ovvero isointense.
  • Alla RM (la metodica di preferenza) la presa di contrasto di questi tumori può apparire debole. Enhancement focalmente intenso può indicare aree di aumentata anaplasia.

Terapia

La terapia per i pazienti con astrocitomi diffusi di basso grado non presenta ancora una assoluta unanimità nella letteratura.

  • Chirurgia. Il ruolo della resezione “completa” è argomento di dibattito nei contesti specialistici. I risultati di alcuni studi evidenziano che la massima escissione del tumore fornisce i migliori risultati. Tuttavia la “resezione completa” spesso finisce col concentrarsi su un ben selezionato gruppo di pazienti, con tumori piccoli e unilaterali, che non coinvolgono strutture critiche del cervello. Tutto sommato, un approccio pragmatico accettabile per la generalità dei casi risulta quello di una escissione di quanto più è possibile del tessuto neoplastico (maximal safe rescection), evitando di causare deficit neurologici significativi.
  • Radioterapia. La radioterapia è indicata in un selezionato numero di pazienti, che rientrano in criteri prognostici negativi, ed è effettuata dopo la chirurgia (radioterapia adiuvante), anche se, allo stato attuale, non c’è unanime convincimento che la radioterapia subito dopo la diagnosi migliori la sopravvivenza globale del paziente.
  • Chemioterapia. La chemioterapia può essere associata alla radioterapia in casi selezionati. Il ruolo della chemioterapia adiuvante per i pazienti con astrocitomi di basso grado è ancora oggetto di studio.